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Facebook leader Social, anche per i giovani

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L’Italia ha 50,54 milioni di utenti Internet che restano connessi una media di 6 ore e 22 minuti al giorno. Si tratta un dato attendibile perché fornito da fonte autorevolissima qual è Hootsuite. Il dato risale a gennaio 2021. Sono circa 41 milioni gli utenti dei Social media. Nelle applicazioni da smartphone la classifica delle App più usate vede il gruppo Facebook dominare con, in ordine di utenti: Whatsapp, Facebook, Instagram, Facebook Messenger.

Ma in generale, considerando i computer fissi, i portatili,  i tablet e gli smartphone, e includendo anche la messaggistica, la classifica delle piattaforme Social è la seguente:

  1. Facebook, Youtube (Google inc.),
  2. Whatsapp (Facebook inc.),
  3. FB Messenger (Facebook inc.),
  4. Instagram (Facebook inc.).

Il celeberrimo TikTok sta al momento al settimo posto, Twitter al 16esimo. 

Facebook (e questi sono dati più recenti, relativi al primo trimestre, ma globali, forniti da Statista) registra una crescita costante dal 2008 e sfiora i 3 miliardi di utenti.

FB cresci

Immagine di Statista

 

Facebook si conferma il Social preferito nel mondo e, come si vede dalle immagini, ha un pubblico maggiormente distribuito rispetto a Instagram. In entrambi, però, pur con proporzioni diverse, prevalgono i giovani cosiddetti millennials (domina la fascia di età 18/24 con netto prevalere dei maschi). E questo va contro alle leggende metropolitane italiche che vogliono Facebook come un vecchio arnese in crisi e Instagram come la piattaforma eletta dai giovanissimi. 

I due grafici seguenti, anche se relativi a ottobre 2020, ci mostrano la distribuzione per età e per genere. 

Serve la pubblicità online alle PMI?

L’utente si connette alla Rete principalmente per cercare cose, soprattutto cose da comprare. E allora vediamo la classifica dei luoghi in cui l’utente scopre nuovi marchi: in testa ci sono ovviamente i motori di ricerca, dove Google predomina in modo schiacciante. Questo dovrebbe suggerire alle aziende di non spendere soldi per la presenza su elenchi e portali (come si faceva una volta con le pagine gialle), e di investire in ADV dirette su Google e in SEO: l’Ottimizzazione per i motori di ricerca che, come trovate spiegato qui, è una cosa seria e non da stregoni. 

Poi c’è la pubblicità televisiva, solitamente troppo costosa per le PMI nei canali che contano davvero. Il vecchio passa-parola è al terzo posto: merito della reputazione del brand e delle conversazioni di persona (ma attenzione: il passaparola via Social sta all’ottavo posto). Quarto posto la pubblicità (“le sponsorizzate”) sui Social, ancora oggi c’è chi non ne vuol sentir parlare, eppure come si vede quasi il 30% degli utenti le vede. Saltiamo qualche posizione per mirare la settima posizione, che è quella dei banner e delle iniziative a pagamento su altri siti, spesso inutili a volte costose e non proficue perché raramente mirano a un target profilato. Cosa che, invece, sui Social si può fare.

Non vedrete i giornali in questa top ten, purtroppo.

cla

Immagine di Hootsuite

Conoscere i dati è fondamentale

Conoscere i dati, tenersi aggiornati sui “comportamenti” delle Intelligenze artificiali che regolano la visibilità dei contenuti (comunemente dette “algoritmo”) è un elemento fondamentale per definire una corretta strategia sui Social Media. Affidarsi al sentito dire, alle sensazioni o, peggio, pensare ai Social come a una versione diversa dei vecchi media, è un errore grossolano che può anche generare danni. E non giudicate i Social in base a quello che vedete quando scorrete, perché quello che state osservando è il frutto delle vostre abiutidini, ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

Massimo Calvi ©2021

 

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