I giornalisti hanno l’obbligo della formazione continua. Questa formazione può essere di tipo deontologico o di approfondimento su pratiche e temi d’interesse per chi svolge il compito di informare e necessita di approfondire gli argomenti per esercitare il mestiere con spirito critico e correttezza.
Fra i temi trattati nel calendario di formazione 2025 si annovera il coaching: un servizio professionale che si svolge nell’ambito di una partnership tra un coach e uno o più clienti (coachee), finalizzato a valorizzare le potenzialità e a raggiungere un obiettivo attraverso un piano d’azione. In Italia il coaching e la metodologia che lo distingue dalle professioni di aiuto e dalla consulenza sono ben descritti dalla Norma UNI 11601:2024. A livello legislativo l’esercizio di questo servizio rientra tra le attività comprese dalla Legge 4/2013, che non richiedono un titolo di studio specifico o l’iscrizione a un albo, lasciando così spazio a interpretazioni, improvvisazioni e pregiudizi.
“Coaching, facciamo chiarezza” è il titolo del seminario, già tutto esaurito, che si svolgerà il 23 ottobre per l’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna. A intervenire saranno Massimo “Max” Calvi, giornalista e coach, con credenziali ACC della International Coaching Federation, insieme alla collega giornalista Isa Grassano, cofondatrice del Constructive Network, “il primo network italiano di professionisti dell’informazione dedicato alla comunicazione costruttiva e al giornalismo delle soluzioni”.
L’obiettivo dell’incontro, che avrà una durata prevista di tre ore, è quello di offrire ai giornalisti un punto di vista tecnico sul metodo del coaching, inquadrandolo nella dimensione sociale e aziendale, rendendone trasparenti i presupposti storici e teorici ed evidenziandone le differenze rispetto ad altre professioni di aiuto, come la psicoterapia.



