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Quando adattarsi al “sentiment” compromette il risultato
3 Ottobre 2025

Tempo di lettura: 3 minuti

Nell’epoca dei Social molti si dichiarano esperti di tante cose, pur non avendone le competenze. Senza scomodare Umberto Eco, è palese che la semplicità di accesso alla Rete abbia dato spazio a centinaia di individui che producono contenuti inutili, in cui un testo più lungo di sei righe viene considerato come un errore (in barba alle buone pratiche SEO). Poi ci sono quelli che vendono servizi di comunicazione/marketing, che si cimentano nell’esibizione di un vocabolario tecnico incomprensibile al cliente medio, al fine di “demolire” i competitor e portare a casa un contratto.

Per chi svolge il lavoro che facciamo noi di Rizomedia, cioè aiutare (o formare) le piccole e medie imprese, le istituzioni e i professionisti a comunicare meglio, il quadro appena descritto è un ostacolo da superare ogni giorno. Lo è perché nel mercato si diffondono delle correlazioni illusorie, cioè tendenze a percepire una correlazione tra due eventi che sono in realtà scollegati, casuali o solo debolmente collegati. A questo si associa la tendenza umana a prendere decisioni con delle scorciatoie mentali (euristiche, stereotipi e via dicendo) quando non si è competenti di qualcosa, magari affidandosi alle opinioni di un influencer o dell’utente più smart della media (il cosiddetto “smanettone”).

Tutto questo può portare i decisori delle Pmi, che sono bravissimi nel loro business, a richieste ambigue e a chiedere una comunicazione difficilmente praticabile con le risorse economiche e di tempo di cui dispongono. Per chi fa il nostro lavoro, adattarsi a indicazioni contraddittorie, dando il massimo possibile, è un segno di flessibilità e apertura mentale, che può anche diventare un boomerang.

Perché? Al prossimo paragrafo c’è la risposta. 

L’agenzia, o il freelance, ha due scelte:

  1. Seguire la professionalità e proporre al Cliente delle alternative più sostenibili e coerenti. E se non si riesce a trovare una soluzione, è meglio che il professionista faccia un passo indietro, perché si troverà a dover giustificare ogni cosa, perdendosi nelle contraddizioni dei brief ricevuti.
  2. Adattarsi ed eseguire pedissequamente quello che il Cliente pensa sia corretto fare. Questa seconda opzione non solo potrebbe portare a risultati insoddisfacenti, ma è molto probabile che lo stesso Cliente finirà per guardarsi attorno e rivolgersi a qualcun altro… Il quale avrà la strada spianata per operare con meno vincoli.

Quando un’azienda decide di affidare la propria immagine a dei professionisti, il valore non sta solo nell’esecuzione tecnica, ma risiede anche nella capacità di guidare le scelte strategiche. Sappiamo bene quanto sia difficile per un piccolo e medio imprenditore accettare che la propria visione della comunicazione non sia quella più efficace e sappiamo anche che la comunicazione è la prima cosa che si taglia nei momenti di flessione del fatturato. Ma la comunicazione è una faccenda delicata: richiede una collaborazione, un rapporto di fiducia e di riconoscimento della competenza reciproca. 

Cosa abbiamo imparato in oltre 20 anni di esperienza?

Sì, nel corso degli anni è capitato anche a noi di assecondare richieste che non consentivano spazi professionali adeguati. Lo abbiamo fatto per flessibilità, per spirito di servizio, a volte per necessità, a volte per evitare conflitti. Le conseguenze? Ore trascorse a preparare report e giustificativi, a dimostrare il rapporto prestazioni/spesa, a ricostruire i presupposti e le direttive ricevute per chiarire il perché “si è fatto così”…

Cosa abbiamo imparato dall’esperienza?

Il nostro ruolo è consigliare il Cliente in modo comprensibile ed etico, non solo eseguire al meglio un servizio operativo

 Noi di Rizomedia ci rivolgiamo a organizzazioni che non dispongono di una struttura interna specializzata e dedicata al 100% alla comunicazione e al marketing. Ai nostri Clienti offriamo un supporto professionale per trovare una nuova direzione comunicativa, instaurare buone pratiche, consolidare una nuova cultura del brand e far crescere il loro progetto in termini di reputazione e di customer-journey.

✅ Attraverso la formazione, il mentoring o il coaching possiamo aiutare l’impresa a creare una struttura interna. Se il Cliente ha desiderio di formare un suo team aziendale, Rizomedia può affiancarlo anche nella selezione dei candidati e nei colloqui tecnici, fino a individuare i fabbisogni formativi e redigere un piano d’azione sostenibile e misurabile.

Siamo trasparenti nel riconoscere che il valore si trova nei risultati che si devono concordare e definire prima di cominciare. E nell’affermare che i risultati sono sempre molto influenzati dalle risorse che il Cliente può investire, poiché le piattaforme digitali e media tradizionali sono imprese che vivono di introiti pubblicitari. 

Noi di Rizomedia abbiamo sempre preferito un approccio personalizzato e un numero di clienti sostenibili. Non ci piace l’overbooking e non facciamo lavorare gratis gli stagisti. 

Massimo Max Calvi

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