Facendola corta: Lytro, azienda di Mountain View (si si, dove sta Google, in California), nota fino a poco tempo fa fra i fotografi per aver creato la “Illum”, macchina in grado di scattare una foto il cui fuoco poteva essere scelto in un secondo momento, ha deciso di sparigliare le carte anche nel cinema, proponendo “Lytro Cinema”, un sistema professionale che allarga non di poco le prospettive produttive di un film. Qualcuno l’ha definita “the next revolution” e, in effetti, i dati tecnici del giochino presentato dai vicini di casa di Google parlano di una specie di mostro dalle mille teste: il sensore “light field” della Lytro Cinema è in grado di catturare 755 megapixel in raw per fotogramma, che significano una risoluzione dichiarata di 40K a 300 fps. Avete letto bene e lo ripetiamo: la signorina in questione incamera 400 giga al secondo di dati composti da un materiale video che è dieci volte quello che viene dichiarato, al momento, come il massimo standard Hd possibile sulle macchine pro (l’Ultra HDTV a 8K infatti è solo in fase sperimentale) e può lavorare su un ralenti in grado di elaborare 300 fotogrammi al secondo (12,5 volte la velocità di proiezione di un film in pellicola).

Al link sottostante potete gustarvi un po’ di questi dati, raccontati da tecnici e gente del mestiere, e dare un’occhiata al funzionamento della macchina. Dopo il link, però, esprimerò un paio di dubbi: se vi va di seguirmi nel ragionamento, vi aspetto qualche riga più sotto. Intanto, buona visione.

https://lytro.com/cinema#video

La faccenda è indubbiamente interessante e apre scenari succulenti: in qualsiasi punto io decida di mettere la macchina da presa, in fase di post produzione potrò poi farla muovere, cambiare fuoco, far sparire oggetti, creare ralenti specifici mentre faccio un movimento che altrimenti non ci sarebbe. Insomma: avrei un secondo set disponibile e in mia completa balia, dentro cui potrei fare ciò che mi pare. Una casa di bambole, digitale e con gli attori dentro che hanno già fatto quanto dovevano e ora riposano a bordo piscina in attesa della prossima chiamata.

Si aprono però due questioni: una di tipo estetitico e creativo, l’altra di opportunità.

Partiamo dall’ultima: come avrete notato, seguendo il link, la Lytro Cinema si porta dietro, necessariamente, una struttura produttiva a sé: ha bisogno di un server in grado di memorizzare l’enorme flusso di dati (400 giga al secondo significano, all’incirca, un hard disk da 4 tera ogni 10 secondi circa, 24 tera al minuto, etc a crescere), uno scanner Hd che dichiara 16 stop di gamma dinamica e un software di montaggio video in grado di elaborare velocemente e utilmente tutta la mole di informazioni che gli arrivano dalle riprese. Questo comporta che la Lytro Cinema non possa essere un sistema “consumer” e le voci che girano parlano già di tariffe di noleggio da 125.000 dollari a botta, visto che il tutto, al momento, non è in vendita.

L’altra questione riguarda il sistema cinematografico così come lo abbiamo concepito fino ad ora. Sul set ci vanno un regista, un operatore, un maestro della fotografia, attori, scenografi, costumisti. E fino ad ora ognuno si è preso la responsabilità di quello che succede sul set: il regista decide inquadrature, movimenti di macchina e attori, posizioni; gli attori han il loro bel daffare; l’operatore segue le indicazioni, tiene d’occhio il fuoco, sceglie con il direttore della fotografia focali ed esposizione; scenografi e costumisti riempiono la scena e danno un senso alla lettera della sceneggiatura. Con questa novità tutto diventa “virtuale”: anche la responsabilità delle scelte. Se sbaglio il fuoco non importa, ci pensa Lytro; se l’attore ha una giacca sbagliata non importa, ci pensa Lytro; se il movimento di macchina non mi piace più non importa, ci pensa Lytro. Un set deresponsabilizzato è un set senza anima, e anche se sposta in post produzione le scelte e le decisioni, continua a lasciarmi una sensazione glaciale e poco viva.

Quindi: ben venga la novità, questa davvero epocale e va ammesso, a patto che si mantenga vivo il sacro fuoco che crea sogni.
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