Alitalia torna a far parlare di sè, e non per ritardi, cancellazioni o scioperi. La comunicazione 2.0 ha scatenato, di recente, una feroce querelle sulle nuove divise che si basa, se mi passate il gioco di parole, su una questione di lana caprina. Verde e rosso, assieme, esprimono la volontà di creare stupore e discussione: essendo due colori complementari non è proprio “da manuale” accostarli. Però creano un colpo d’occhio forte. E ora che tutti parlano di Alitalia, nel bene e nel male, il gioco dell’ufficio marketing è diventato semplicissimo.

La discussione sul tema di cui sopra, però, ha fatto passare in cavalleria il fatto che la nostra compagnia di bandiera (associata a Ethiad) abbia fatto un lavoro di gran qualità sulla propria immagine. E lo ha fatto con un video promo, proposto in due durate, che offre un perfetto esempio di storytelling.

Il primo video è quello da spot tv, quello che chiede un tempo di narrazione breve, ficcante, improvviso e che ha necessariamente un taglio più riassuntivo. Eppure c’è già tutto: arrivi, sali, voli, verso il mondo, che intanto ti guarda volare e ti aspetta. Una pubblicità che, per la prima volta, spinge lo spettatore a star lì, a guardare come va a finire, per rimanere completamente rapito grazie all’ultima inquadratura. Quell’incredibile sorriso, quasi rubato all’assistente di volo che si volta, con l’occhio birichino e stupito, per poi lasciarsi andare a un sorriso che si interrompe, in modo seducente, un po’ prima di allargarsi… in modo quasi leonardesco (a sottolineare, se servisse, l’appartenenza a un preciso contesto culturale).

Il secondo video è meno esplicito, non ha il supporto titoli ma non ha neppure l’urgenza di stare dentro al minuto concesso dagli spot. Quindi si fa più narrativo, più morbido, si concede inquadrature che raddoppiano il senso senza però risultare ridondanti e si offre la possibilità di non essere così esplicitamente promozionale. E poi, nel finale, il sorriso si allarga. Ma sempre con un giusto tempo di montaggio.

Un lavoro ben fatto per un’operazione di restyling che alza davvero il livello della competizione e che, per una volta, mette Alitalia davanti a tutti i suoi concorrenti.

Alessandro Boriani.

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