Ma ci serve avere una pagina su Facebook? Per sempre più piccole imprese la risposta è sì. E per questo chiedono a consulenti o agenzie di comuncazione di impostare delle strategie di social media marketing. Questo è bene, perché significa che anche nelle aziende di ridotte dimensioni si è affermata la consapevolezza dell’utilità di questi strumenti.
Una strategia Social (su tutti i Social, non solo su Facebook) richiede competenza, formazione continua, attenzione, concentrazione, analisi delle statistiche, creatività, programmazione e aggiornamenti tecnici. E richiede la collaborazione del cliente, che è la fonte primaria delle informazioni necessarie al social media manager e al creativo di supporto per creare delle storie.

Una collaborazione che a volte arriva in ritardo oppure in forma di post “pubblicitari” o “fuori tema”, pubblicati autonomamente dallo stesso cliente, fuori dalla linea narrativa, spesso in interferenza con la pianificazione dei post e con una grammatica non proprio da campioni. Ciò rischia di vanificare il lavoro quotidiano del social media manager e lede certamente all’immagine dell’azienda.

Dobbiamo ricordarlo: lavorare sui Facebbok, Twitter, Linkedin, Instagram ecc. significa conversare con il pubblico, costruire un contesto che definisca l’identità del marchio e, in definitiva, lavorare sulla reputazione del brand. Ciò porta risultati nel lungo periodo. Se l’obiettivo del cliente è a breve termine, o finalizzato solo alle vendite, è meglio rinunciare e orientarlo verso servizi o prodotti pubblicitari. Su carta oppure online, su Google oppure sugli stessi Social. Ogni caso ha le sue soluzioni. E i suoi costi, che devono necessariamente tener conto della professionalità.

Massimo Max Calvi

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