Spegnere lo smartphone e il tablet a una certa ora (e nei fine settimana) fa bene.
Alcuni lo chiamano “tramonto digitale” ed è una pratica che si sta diffondendo fra quanti intendono liberare risorse e pensieri, riappropriandosi della propria esistenza naturale, dopo una giornata di relazioni ad alta frequenza, sempre connessi con gli altri, sempre reperibili.

Da tempo pratico il tramonto digitale, anche se non in modo costante (ma intendo migliorare). Da quanto ho adottato questo metodo mi sento sempre più carico di energia. Riesco a dedicarmi pienamente ai miei affetti senza interferenze e, nel tempo, ho imparato adascoltare meglio le persone. Ho anche notato che riesco a comunicare senza parlare ad alta voce: maleducata abitudine che molti di noi hanno preso utilizzando il telefonino usato nel traffico e nel rumore di fondo della città.

Grazie a questa “disconnessione programmata” posso contare sulla meravigliosa possibilità di non essere costretto, da chiamate o messaggi, a interrompere il flusso dei miei pensieri o del mio lavoro. Sì, a volte dopo il tramonto digitale lavoro, approfittando di questa splendida bolla di quiete per scrivere, rigorosamente sganciato da qualsiasi rete.
In questa zona irraggiungibile da bustine, nuvolette, bling e trilli vari posso fare quel che voglio: meditare, studiare, suonare, scrivere frasi, concentrarmi su progetti importanti, inseguire nuove idee, riposare, comporre canzoni, imparare una poesia, leggere aforismi, oziare in spiaggia o prendermi cura di me. La maggiore efficienza che ne ho ricavato, un maggiore senso di benessere e il livello più alto di conoscenze a cui ambisco, stanno valorizzando in modo evidente le mie performance lavorative.

Ti consiglio di provare anche tu. Definisci i tuoi momenti “connection-free” e rispettali con impegno. Occorrono due-tre mesi per adattarsi, per “abituare” gli altri e per cogliere appieno le potenzialità di questa pratica. Ma dopo, ti assicuro, avrai una maggiore capacità di concentrazione, sentirai più energia e sarai mediamente più felice.

Le prime volte potresti sentirti sentire un senso di smarrimento. Potresti avvertire la tentazione di scattare una foto al piatto del ristorante o condividere un selfie. Capita a tutti, ma poi passa.
Del resto ormai siamo fatti cosi: ci accorgiamo che cerchiamo i like come carezze, come conferme della nostra vita. Non ci fermiamo mai. Nemmeno di notte. Siamo a letto e il display ci attrae nel buio come la luce con le falene. Ma quella luminescenza viene avvertita dal nostro apparato visivo come luce intensa, diurna, e così pare che si alterino i nostri ritmi biologici, causando danni al nostro sistema nervoso e incidendo sulla qualità del nostro sonno.

Se vuoi essere accompagnato in questo cambiamento puoi contattarmi: come Coach sono a tua disposizione.

Massimo.Max.Calvi

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